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CentellinandoIl vino e i suoi bevitori : racconti di serate di degustazione |
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L’idea di aprire un blog, questo blog, nasce in una serata qualsiasi da tre amici e compagni di corso, che vengono da tre esperienze diverse: Giacomo Manzoni, studente frequentante il corso di enologia e viticoltura presso la facoltà di Milano e al terzo ed ultimo anno del corso per futuri sommelier A.I.S; Giuseppe Giorgino, studente frequentante il corso di enologia e viticoltura presso la facoltà di Milano, già sommellier presso il corso A.I.S ed infine Oscar Arrivabene, studente di viticoltura ed enologia al medesimo corso di laurea dei sopraccitati, un semplice appassionato che degusta con passione da circa un anno e che ha già avuto esperienze lavorative in cantina. Infatti questo blog è stato aperto con l’intento di avvicinare i lettori al mondo del vino con semplicità e chiarezza, senza i fronzoli che l’etichetta comporta in questo campo. Tutti i giudizi dati sono ovviamente nostri e personali, non con l’intento di mettere in cattiva luce una cantina piuttosto che celebrarne un'altra, ma solo di rendere più accessibile questo mondo anche a chi non lo conosce e si è già scontrato con una realtà ricca di clichè, che portano il più delle volte a rendere incomprensibile il giudizio di un esperto su un etichetta. Ogni due settimane circa stileremo le nostre impressioni su una degustazione, cercheremo di riassumere i pareri di tutti e tre in poche righe di modo che, leggendoci, possiate andare in enoteca e, dinnanzi a bottiglie paragonabili, dire: “quella è la bottiglia che voglio”, senza dubbi o perplessità, inquadrando da subito quale cantina abbia saputo rendere al meglio l’espressione di quel vitigno.. Speriamo di potervi essere d’aiuto e... CIN CIN! |
January 18 Azienda Agricola Cantrina, Bedizzole (BS)Azienda Agricola Cantrina www.cantrina.it Via Colombera, 7 – Cantrina – Bedizzole (BS) Tel. 030.6871052
Iniziamo a parlare di cantine partendo da una delle più piccole che abbiamo visitato, ma anche una delle più particolari: l’ azienda Cantrina di Bedizzole in provincia di Brescia. Questa è ubicata nel cuore della zona di produzione del Garda Classico: la patria del Groppello per i rossi, del Chiaretto per i rosati e di un Riesling dai degni risultati per quanto concerne i bianchi. Nonostante la favorevole posizione, Cantrina non rientra in nessuno di questi disciplinari perché dalla nascita dell’attività (fine anni ‘80), si è deciso di produrre nei 5.8 ettari di proprietà, vitigni di origine francese e un solo vitigno italiano, il Rebo, coltivato principalmente in Trentino. Questo, come sosteneva il responsabile della cantina Diego Lavo, può essere visto in 2 modi, uno svantaggio perché non si è protetti da un consorzio di tutela, come quello del Garda Classico ultimamente piuttosto attivo nella promozione dei propri vini, o un vantaggio perché dà la possibilità di possibilità di competere sul mercato internazionale direttamente coi grandi vini ottenuti dai medesimi vitigni come ad esempio i grandi Borgogna per il Pinot Nero o i grandi vini dolci della zona del Sauteranais. Scelta comunque “imposta” dal predecessore e fondatore dell’azienda agricola Dario Dattoli, appassionato di vitigni francesi, che decise di mettere a dimora nei quasi 6 ettari di proprietà vitigni come: Merlot, Pinot Nero e Rebo per i rossi, Riesling, Sauvignon, Semillon e Chardonnay per i bianchi. Quasi 6 ettari, dicevamo, coltivati interamente a guyot con un’alta densità d’impianto e una bassissima resa per ettaro: poca produzione, ma di grande qualità. La visita, dopo l’accoglienza di Diego, è proseguita nella zona di vinificazione dove alloggiano le vasche in acciaio, la pressa a polmone e tutto il necessario. La barricaia subito adiacente si fa notare per la particolare colorazione rossa e per il soffitto ( grazie ad un gioco di luci appare molto più basso della precedente sala) qui riposano in barriques quasi tutti i vini dell’azienda. Infine abbiamo avuto la possibilità di degustare qualche vino al calore (non troppo per la verità) di un camino in una bella sala della villa settecentesca che ospita i proprietari Diego e Cristina. All’assaggio ci sono stati proposti diversi vini: il “Nepomuceno” 2003 un ottimo Merlot in purezza, dai profumi intensi e complessi, e che in bocca si dimostra caldo e avvolgente con un tannino importante ma morbido, un vino decisamente giovane nonostante i 24 mesi di invecchiamento in botte. Secondo vino degustato il “Corteccio” 2001: è un Pinot Nero in purezza invecchiato 12 mesi in botte piccola, non ci ha ben impressionato per la poca complessità e intensità dei profumi. Interessante invece “Eretico” 2003, un passito di pinot nero «frutto della nostra testardaggine di produttori nel voler sperimentare con questo nobile vitigno nuovi percorsi» (si legge sull’etichetta),che, prodotto in 900 bottiglie, risulta sorprendete sotto l’aspetto del colore, un rosso rubino intenso, intenso nei profumi che vanno dalla frutta al cacao e particolare in bocca dove entra piacevolmente grazie allo zucchero e stupisce per un tannino ancora vivo e forse un po’ acerbo. La quarta proposta è stata lo “Zerdì” 2005 Rebo in purezza, un buon vino dai profumi piacevoli, ma che non si fa ricordare per qualcosa particolare. Piacevole scoperta è stata “Il sole di Dario” un passito ottenuto dal’uvaggio del Sauternes (Sauvignon, Semillon e Riesling) che al naso ricorda molto la frutta secca, il miele, lo zafferano, in bocca risulta caldo morbido e di una dolcezza gradevole e mai stucchevole. L’unica nota un po’ negativa i prezzi un po’ elevati: si parte dai 12 Euro dello “Zerdì” fino ai 21 Euro per “Eretico”, ma a nostro personalissimo avviso sono soldi ben spesi se investiti in bottiglie di questo tipo. January 13 Introduzione alle gite enologiche
Dunque la situazione è questa: io e il mio caro amico Oscar ogni tanto facciamo delle piccole gite a scopo di bere (pardon degustare) e vedere posti nuovi, ma soprattutto per andare a scoprire direttamente come lavorano i produttori. In un eccesso di generosità abbiamo deciso di rendervi partecipi, caro pubblico affezionato e interessato, dei nostri percorsi e delle nostre degustazioni di cui già per altro abbiamo dato prova attraverso le foto. Faremo così delle piccole recensioni delle cantine visitate, dando dei nostri giudizi, disinteressati, sulle cantine, e soprattutto sui prodotti assaggiati. E’ bene pertanto, illustrare, per chi non lo sapesse, come normalmente avviene una visita di una cantina, da chi viene effettuata e perché vi sono alcune cantine migliori di altre anche in questo campo. A seconda del tipo di azienda la visita viene guidata o dai proprietari, i quali sono spesso entusiasti e appassionati del proprio mestiere, o da addetti all’accoglienza, ben informati delle dinamiche dell’azienda, ma a cui manca molto spesso (salvo alcune eccezioni) quella visione d’insieme, quella passione, quel legame che ogni uomo ha verso una cosa da lui creata o che in qualche modo sente sua. Per prima cosa normalmente viene illustrata la filosofia e la storia di un’azienda vinicola, che spesso è contorta, passata attraverso vicende controverse e particolarmente interessanti. In questa fase normalmente viene presentata anche una breve panoramica su quel che concernono i disciplinari e le legislazioni della zona di produzione. In seguito avviene la visita vera e propria dell’azienda, in questa fase vengono mostrati tutti i macchinari di vinificazione, presse, vasche in cemento o acciaio, botti in legno grandi e piccole e tutto quello che fa parte della produzione tecnica del vino. Anche qui si notano grosse differenze tra le cantine: l’attenzione ai particolari, anche estetici, è indice di buona qualità a mio parere, perché si sa che quando si lavora in un ambiente bello, si lavora bene e quando si lavora bene, si produce meglio. La cantina, questo è ovvio, deve essere prima di tutto funzionale, ma abbiamo notato che molto spesso anche senza spendere eccessivamente si possono ottenere sensibili miglioramenti, tutto sta nell’ingegnarsi, facendo si che l’azienda cresca. Infine, la parte più importante: la degustazione, ovvero si beve e quindi si giudica per davvero tutto l’operato della cantina, perché alla fine ciò che conta è solo e soltanto quel liquido, che messo dentro al bicchiere, sprigiona più o meno aromi e una volta entrato in bocca emoziona o delude. La degustazione non è la parte più importante solo per gli aspetti sopraccitati, è anche il momento in cui ci si siede ad un tavolo col produttore e si discute davanti al bicchiere, si entra nella personalità del vino e delle persone che lo fanno, si cerca di scindere insieme aromi, sensazioni e trarre delle conclusioni.Tutto questo cercheremo di trasmettervi, sperando che sia di vostro gradimento. December 23 Breve glossario degl'incomprensibli termini usati, Prima PuntataEtereo: caratteristico sentore alcolico e pungente dei vini invecchiati, dovuto alla presenza di sostanze chimiche vicine all’etanolo. Tannico: nell’esame gustativo si dice di un vino in cui la sensazione di astringenza e secchezza è netta. Caratteristica di vini giovani prodotti con uve note per la loro tannicità o comunque bisognosi di ulteriore affinamento per consentire la polimerizzazione dei tannini. November 27 AglianicoPrima DegustazioneData: 8 Ottobre 2007 Luogo: La cantina Di Manuela in Via Raffaello Sanzio, 16 www.lacantinadimanuela.it (Scheda compilata dopo la degustazione dei vini, cosa che ha creato diversi “problemi” e “grandi discussioni” per creare un giudizio unico sui prodotti.)
Come prima degustazione abbiamo deciso di assaggiare due diverse espressioni di un grandissimo vitigno presente solo nel sud Italia: l’Aglianico. I due vini presi in considerazioni erano un Aglianico del Vulture e un Taurasi. PRIMO VINONome Vino: Aglianico del Vulture DOC “Re Manfredi”Cantina: Terre Degli Svevi - Venosa (PZ) - Italia Annata: 2000 Giudizio sull’annata: Ottima (I giudizi sono tratti da www.lavinium.com/italiano/annate.html) Grado Alcolico: 13% Temperatura di servizio: 18-20° Costo: 29 Euro
COLOREIl colore molto intenso con lievi riflessi granati è segno di buona acidità del vino, sensazione poi confermata sia nei profumi che nel gusto.
PROFUMIAppena versato nel bicchiere il vino ha sprigionato profumi vari, intensi e di ottima qualità. La sensazione più intensa è quella della frutta di bosco come lamponi, more, mirtilli, ma anche di fragole e di confettura di ciliegie unitamente ad un sentore di tipo floreale simile alla viola appassita. Solo in seguito abbiamo notato una sensazione molto persistente di miele di castagno legata all’affinamento di questo vino (12 mesi minimo da disciplinare) ;chiude con una nota balsamica di liquirizia.
GUSTOIn bocca il vino ha sprigionato tutta la forza e la potenza di un’importante struttura. Un forte, ma non fastidioso tannino è bilanciato da un’ottima acidità che col passare degli anni (già sette!) non si è per niente acuita, ottenendo così un vino morbido e ben equilibrato.
GIUDIZIOAbbiamo trovato il vino armonico e la corrispondenza tra sensazioni olfattive e gustative ci ha sorpreso tanto da giudicarlo: STUPEFACENTE; e da valutarlo con il punteggio di 86/100 Il vino è già pronto per essere bevuto.
SECONDO VINONome Vino: Taurasi DOCGCantina: Pietracupa – Montefredane (AV) - Italia Annata: 1999 Giudizio sull’annata: Eccellente (I giudizi sono tratti da www.lavinium.com/italiano/annate.shtml) Grado Alcolico: 13,5% Temperatura di servizio: 18-20° Costo: 33 Euro
COLORELe forti sfumature tendenti all’aranciato sulla base di un meno intenso (ma comunque carico) rosso rubino fanno già percepire la maggiore durata dell’affinamento di questo vino che passa (da disciplinare) almeno 37 mesi prima di essere messo in commercio.
PROFUMIMeno intenso del primo rimane comunque un vino di soddisfacenti sensazioni olfattive, sono infatti più difficili da trovare, ma ugualmente persistenti. Abbiamo notato una difficoltà del vino a esprimersi subito in tutta la sua complessità e per questo la bottiglia è stata lasciata aperta circa un’ora prima di valutare le sua potenzialità. Al naso si presentano odori di frutta fresca come le prugne e di confettura di ciliegia, quest’ultima molto intensa, e aromi dati dall’invecchiamento come il cuoio e il tabacco;da segnalare qualche nota eterea sul finale.
GUSTOIn bocca risulta un vino caldo e meno equilibrato rispetto al precedente per una nota tannica leggermente più forte, non contrastata per altro dall’acidità. Il vino presenta però una buona sensazione pseudocalorica data dall’alcolicità e una buona struttura anche se come setto non risulta molto equilibrato.
GIUDIZIOSu questo punto non siamo riusciti a trovare una mediazione di idee tanto che di seguito siamo costretti a riportare le nostre dichiarazioni. Oscar: “Il vino non migliorerà nel tempo ha già raggiunto il suo apice” Giuseppe: “Ha dei margini di miglioramento ma avrebbe già dovuto mostrarli” Giacomo: “Le sue caratteristiche mostrano che il vino potrà sicuramente migliorare” Punteggio: 83/100
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